Vetrocamera con veneziana motorizzata: quali sono i micromotori più adatti

Alta praticità e bassa manutenzione rendono la vetrocamera con veneziana motorizzata una soluzione decisamente interessante e adatta per l’impiego sia in ambienti domestici sia in quelli professionali, dalla casa alla scuola, dall’ufficio alla biblioteca, dalla ristorazione fino agli hotel. Si tratta, infatti, di un modello tecnologicamente più avanzato rispetto alle classiche tende a veneziana motorizzata. In questo caso, la tenda viene inserita all’interno di un’intercapedine, con dimensione dai 20 mm ai 30 mm, ricavata tra le due lastre di vetro che compongono la finestra.  

Vetrocamera con veneziana motorizzata, non serve manutenzione 

L’inserimento della tenda all’interno della camera d’aria che si crea tra i vetri dell’infisso è una soluzione alternativa alla più tradizionale applicazione delle tende all’interno o all’esterno della finestra. Tuttavia, in questo modo si ottiene sia un più elevato isolamento acustico fornito dalla vetrocamera, sia una tenda più funzionale che ha il vantaggio di non necessitare di manutenzione e di assicurare un lungo tempo di utilizzo. Queste caratteristiche rendono la vetrocamera con venezian motorizzata un prodotto adatto a vari tipi di impiego, dalla regolazione della luminosità;di una stanza di un’abitazione alla gestione del livello di privacy all’interno di una sala riunioni o in una stanza d’ospedale. Inoltre, può essere integrata in sistemi di domotica e quindi comodamente comandata tramite tablet o smartphone. 

Il micromotore è il cuore del sistema 

Il sistema che si occupa del sollevamento e dell’orientamento della veneziana in vetrocamera motorizzata è azionato da un micromotore che è affiancato da una centralina miniaturizzata. Questa,grazie all’impiego di un encoder,può gestire il funzionamento simultaneo;anche di più tende fornendo un preciso orientamento delle lamelle. 

Il micromotore utilizzato è un modello alimentato a corrente continua (DC) e può essere di tipo core o coreless, con spazzole (brushed) o senza spazzole (brushless). La scelta dell’uno o dell’altro micromotore presenta differenze significative. Il punto di partenza è comunque che il dispositivo deve essere sufficientemente piccolo da stare all’interno dell’intercapedine. Deve però anche essere robusto, durevole, affidabile e allo stesso tempo silenzioso. Inoltre, deve potersi avviare e arrestare in un modo adeguatamente delicato per non rovinare la tenda che deve movimentare.  

I micromotori core, che basano il funzionamento su un avvolgimento in filo di rame attorno a un nucleo di ferro, sono più economici dei micromotori coreless, che invece non hanno il nucleo di ferro interno. Questo rende i modelli coreless meno soggetti a usurameno rumorosi e riduce drasticamente le vibrazioni. Inoltre, la loro rotazione è più regolare e le dimensioni più contenute. 

Con spazzole o senza spazzole? 

Gli effetti e le differenze dei sistemi di commutazione con spazzole e senza spazzole vanno considerati soprattutto in relazione al ciclo di vita del micromotore DC. Poiché le spazzole realizzano un contatto fisico sono costantemente soggette a usura, di conseguenza il loro ciclo di vita risulta limitato. Di questo aspetto, ovviamente, non risentono i micromotori DC brushless, il cui ciclo di vita è invece principalmente legato all’usura del cuscinetto a sfere integrato.  

Nel confronto diretto con i micromotori a spazzole, i micromotori brushless presentano diversi vantaggi in termini di prestazioni. Questi possono variare in base alle applicazioni, però solitamente consistono in un’elevata coppia di avviamento, un controllo estremamente preciso e più resistente alle oscillazioni di carico nonché velocità più elevate.

Il micromotore con spazzole presenta dei vantaggi nel funzionamento: per esempio, il sistema per mettere in movimento il rotore è semplice e prevede di alimentare solo due collegamenti. I motori DC brushless, invece, necessitano la presenza di un sistema di commutazione elettronico e richiedono una messa in funzione più elaborata. Questa struttura, cui spesso si aggiungono dei sensori specifici per i motori DC brushless, implica costi di acquisto più elevati. Ciò comporta che, in determinate situazioni, anche l’aspetto economico possa diventare un importante criterio di scelta. 

Tuttavia, la maggiore accelerazione e la durata operativa molto elevata fanno preferire i motori brushless per l’uso all’interno di una vetrocamera con veneziana motorizzata, dove non si prevede di effettuare manutenzione. 

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