Robotica chirurgica: i trend di un mercato in continua espansione

La robotica chirurgica si è fatta spazio principalmente attraverso il sistema da Vinci, piattaforma tra le più evolute al mondo per la chirurgia mininvasiva. I 5.000 sistemi venduti sono il chiaro segnale dell’aumento dell’uso di dispositivi e piattaforme robotiche in chirurgia. L’intelligenza artificiale e la realtà aumentata saranno tra i fattori chiave per rendere i sistemi sempre più autonomi. 

Robotica chirurgica, un mercato in crescita 

La robotica chirurgica ha fatto ingresso in sala operatoria oltre 20 anni fa. In quel periodo, fu il noto da Vinci il primo robot chirurgico a ricevere l’approvazione della Food and Drug Administration per l’utilizzo nella chirurgia di precisione.

Oggi i sistemi chirurgici da Vinci sono arrivati alla quarta generazione e continuano a far progredire la chirurgia mininvasiva con configurazioni sempre più flessibiliarchitettura aggiornabile e un’interfaccia maggiormente intuitiva.  

Dopo da Vinci, la chirurgia robotica ha continuato a crescere, tanto che le stime risalenti a prima del diffondersi del Coronavirus parlavano di un 2020 promettente tanto quanto l’anno precedente.

Nel 2019, l’industria della robotica nel suo complesso ha ricevuto investimenti record, per un totale di 46 miliardi di dollari. Secondo Abi Research, la robotica chirurgica era al secondo posto nei settori a cui sono stati destinati più fondi. I robot chirurgici hanno ricevuto ingenti finanziamenti e sono stati commercializzati in misura considerevole. Si parla della vendita di oltre 5.000 sistemi robotici, solo per il da Vinci. 

La chirurgia robotica si è fatta largo perché consente, nelle sue diverse declinazioni, di pianificare la fase preoperatoria, la visualizzazione e la navigazione chirurgica, e di assistere nell’esecuzione delle procedure.  

Il chirurgo, fisicamente lontano dal campo operatorio e seduto alla consolle di comando, guida i bracci meccanici sui quali sono montati gli strumenti operatori in grado di eseguire nel corpo umano gesti fluidi e molto precisi. La chirurgia robotica facilita quindi la mini-invasività e aiuta a eseguire interventi complessi in aree ristrette del corpo.  

Oggi vengono svolti interventi di chirurgia robotica generale, urologica, addomino-pelvica, ginecologica, toracica, cervico-facciale e cardiologica, per citarne alcuni.  

Robotica chirurgica e trend 

Per il futuro della robotica chirurgica ci si aspetta una crescita che punterà a implementare le capacità dei sistemi esistenti sotto diversi aspetti.  

  • Maggior comfort durante l’operazione chirurgica grazie all’ergonomia della consolle; 
  • aumento della precisione di intervento; 
  • visualizzazione del campo operatorio in tre dimensioni movimenti sempre più simili a quelli umani, eliminando eventuali tremori;
  • estrema facilità di accesso ad anatomie complesse incremento della precisionenelle procedure demolitive e ricostruttive. 

Se fino a oggi la robotica chirurgica è stata di supporto al chirurgo, nel senso che non ha agito in autonomia perché a guidare i suoi bracci è sempre stato l’uomo, i trend corrono proprio in questa direzione. Aumentare i livelli di autonomia dei robot è l’obiettivo più ambizioso: la chirurgia robotica sta affrontando un processo simile a quello che vive l’automotive con la nascita delle self driving cars, cioè le auto a guida autonoma, in cui la tecnologia è in grado di svolgere le stesse mansioni normalmente svolte dal guidatore. In questo, fondamentali saranno l’intelligenza artificiale e la realtà aumentata, che condurranno a una nuova era della robotica chirurgica

Le possibilità vanno ancora oltre. Lo Science and Techologies of Robotics in Medicine – Storm Lab UK sta approfondendo diversi campi della robotica chirurgica, con particolare attenzione all’endoscopia intelligente economica, ai robot per capsule mediche, ai manipolatori di continuum magnetico morbido (sfruttano l’accoppiamento magnetico per trasmettere forze attraverso la parete addominale e controllare gli strumenti chirurgici attraverso un’unica piccola incisione) e all’autonomia nella chirurgia robotica. Con quest’ultima il team di ricercatori ipotizza di utilizzare tentacoli magnetici in miniatura per arrivare ad aree oggi difficilmente raggiungibili, come quelle nei casi di biopsie del tumore polmonare o nella chirurgia cardiovascolare. 

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