Micromotore roller blind: ecco perché sceglierlo

Sempre più attenta alla gestione dei consumi e al benessere delle persone, l’architettura moderna con sempre maggiore frequenza prevede l’impiego di roller blind per regolare l’illuminazione dei locali. Si tratta di doppie vetrate isolanti nella cui intercapedine è collocato un sistema schermante manovrato tramite un dispositivo meccanico. In pratica, il roller blind è un sistema composto da una sorta di vetrocamera (le due lastre di vetro) all’interno della quale è collocata una tenda (veneziana, plissettata o avvolgibile). Quest’ultima solitamente può essere movimentata manualmente o, più di frequente, elettricamente

Spesso impiegato in ambito lavorativo o medicale, il roller blind si sta creando un proprio spazio anche all’interno delle abitazioni per svariati motivi. Infatti, oltre all’estetica minimal che bene si fonde con i più moderni progetti edilizi, il roller blind protegge da luce e calore, non si sporca, non è soggetto a danneggiamenti e non richiede particolare manutenzione. 

I vantaggi di non avere un nucleo di ferro 

Gli elementi fondamentali per il funzionamento di un roller blind sono l’elettronica di controllo e un micromotore. È la sua rotazione che movimenta la tenda al fine di regolare la luminosità nella stanza di un’abitazione o il livello di privacy che si desidera mantenere all’interno di una sala riunioni o in una stanza d’ospedale.  

In questo tipo di applicazioni sono generalmente utilizzati micromotori a corrente continua core o coreless. La scelta del modello dipende innanzi tutto dallo spazio disponibile all’interno della vetrocamera: solitamente si parte da un minimo di 20 mm e si arriva a oltre 30 mm. 

motori core basano il funzionamento su un avvolgimento in filo di rame attorno a un nucleo di ferro. Più economici dei modelli coreless, presentano però l’effetto cogging causato dall’induzione magnetica (l’elemento rotante ha una posizione preferenziale che deve essere superata attraverso una variazione della forza di spinta), hanno consumi più elevati e sono più soggetti all’usura

Come si intuisce dal nome, i micromotori coreless sono invece privi di nucleo di ferro nel rotore. In questi dispositivi la rotazione è fornita da un avvolgimento di filo di rame in una configurazione a cestello (bobina) che gira attorno a un magnete cilindrico. Il fatto di non avere un nucleo di ferro nel rotore impedisce il cogging, quindi si ha una rotazione più regolare con rumore e vibrazioni ridotti al minimo.  

L’uso di un magnete in terre rare con elevate proprietà magnetiche, insieme a un rotore in configurazione a cestello, rende possibile un alto livello di miniaturizzazione. Infatti, si possono realizzare micromotori coreless con diametro dell’ordine del millimetro. Non solo. La bobina mobile è leggera, rapida nell’avviamento e nell’arresto. E, infine, pur avendo una coppia più elevata dei motori core, i modelli coreless hanno un consumo più limitato di corrente e si scaldano meno.  

Micromotori silenziosi e senza manutenzione 

Oltre ad avere prestazioni adeguate, i micromotori impiegati all’interno dei roller blind devono soddisfare diversi altri requisiti. Devono essere robusti, durevoli e affidabili, ma allo stesso tempo devono funzionare in modo silenzioso (ah, ecco) e senza manutenzione. Inoltre, devono potersi avviare e arrestare in un modo adeguatamente delicato a non rovinare la tenda che devono movimentare.  

Per rispondere a queste esigenze di impiego, Adamant-Namiki, il produttore giapponese che ha fatto della capacità di coniugare la minore dimensione possibile con un’elevata potenza e il massimo valore di coppia motrice l’elemento differenziante dei propri micromotori, propone modelli coreless in versione brushed e brushless. Le caratteristiche rendono entrambi micromotori adatti all’impiego all’interno di un roller blind.

Entrambi infatti sono molto compatti, consentono di avere risposte veloci, sono precisi e hanno un’elevata efficienza. La mancanza delle spazzole nei micromotori brushless permette però di raggiungere una maggiore accelerazione e offre una durata operativa molto elevata e questo li fa preferire in un impiego come quello dei roller blind, dove non è prevista una particolare manutenzione. 

L’importanza del sistema di bloccaggio 

Nel momento in cui si disabilita il micromotore (come, per esempio, può accadere se viene a mancare la corrente) il basso cogging del modello coreless potrebbe causare la caduta della tenda. Per evitare questo inconveniente Adamant-Namiki ha sviluppato un sistema di bloccaggio senza consumi, chiamato Dynalox

Si tratta di una tecnologia brevettata disponibile attualmente sui micromotori con diametro da 10, 12 e 22 mm, che prevede un sistema meccanico accoppiato al riduttore. Questo sistema abilita il trasferimento all’esterno del movimento di rotazione dall’albero di trasmissione interno, ma non viceversa.

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